C’è città e città.
Mi piace avere nel cuore due città.
Una, Bologna, quella in cui sono cresciuto; li ci sono mille ricordi di stronzate fatte, di amicizie nate e poi morte, della famiglia, di quelli che non ci sono più, e, più in generale, di come sono cresciuto e di come mi sono formato.
Poi c’è Merano, ovvero il presente. Stavolta non ho così tanti ricordi, ho solo la consapevolezza di aver trovato finalmente il mio io. E lasciamo stare, per una volta, Lei, qui parlo proprio delle due città.
Se in una sono cresciuto, nell’altra morirò. Se dalla prima sono sempre voluto scappare, nella seconda voglio vivere. Se nella prima non trovo altro che ricordi e passato, nella seconda trovo presente e futuro.
Un po’ di malinconia c’è sempre quando scendo a Bologna per qualche giorno. Tutte le compagnie che avevi sono sparite, ognuno è andato per i cazzi suoi, compaiono negozi nuovi, i vecchi chiudono, le zone che, fino a poco tempo fa, reputavi come “tue”, ora ti danno una sensazione di estraneità; e, più in generale, non ti senti più al sicuro. E’ un po’ triste.
Capisci che nulla è per sempre e tutto cambia talmente velocemente che neanche te ne accorgi.
Ma se per me, il cambiamento è stato solo positivo, a volte potrebbe non essere così.
Poi torno qua, a Merano, sorridi un po’. Che razza di culo che ho! La malinconia passa subito e ti senti davvero a casa quando senti parlare una coppia in tedesco e quella affianco in italiano.
Questo per quanto riguarda me. Poi c’è Lei, fautrice di questo cambiamento sia in fatto di luogo che di anima.
Che culo che ho ho!
Guarda chi si rivede!
Ma sì ma sì, non sono morto. Anzi. E’ che non so mai cosa scrivere esattamente, e vi dirò, per un momento ho anche avuto l’idea di cancellarmi da Tumblr.
Poi però ho notato che nonostante la mia assenza di mesi i lettori non se ne sono scappati via ma inaspettatamente sono aumentati di qualche unità.
E’ così un peccato buttare il proprio piccolo impero! Quindi rieccomi qua.
Ok, ok! immagino vogliate sapere come va con Lei. E’ tutto perfetto. Per questo non scrivo, bisogna stare male per avere dell’arte in testa. O almeno, di solito è così.
Bene, per ora è tutto. Non so davvero che cazzo dire.
hei ciao! siete davvero adorabili tu e la tua Lei:3
grazie!
Anche da parte di Lei!
Pulizie di primavera. E non solo.
Oggi abbiamo fatto le così dette pulizie di primavera. Già il fatto di nominarle mi fa strano. E’ la prima volta che le faccio. E cazzo, a pensarmi li, con quell’aspirapolvere, a smontare, svuotare e rimontare cassetti, a piegare vestiti… ma cazzo. Sono proprio io?
Mi vengono in mente certe scene del mio passato come quella volta in cui, da ubriaco, volevo spaccare le Mercedes perché “sono dei ricchi”. E quella volta in cui mi svegliarono, mi portarono in bagno e mi fecero vedere la camicia del mio compagno di stanza piena di vomito? Io non ricordavo un cazzo. Quella volta a Roma, tra le spagnole e il mio compare addormentato sul cesso della camera, ed il capodanno 2008! Quando tenevo con una mano per una testa un mio amico e dall’altra la ragazza del mio amico che ci aveva appena provato con me mentre vomitavano l’anima! O quella volta in tangenziale, a piedi, alle 3 di notte, salvati da un ladro.
Ora invece ricordo il festino a base di marijuana a casa mia, la nebbia, le mie poesie, la mia rabbia contro il Mondo. Gli atti vandalici fatti da ubriaco. I modi in cui ci provavo spudoratamente con la prima che vedevo. La mia partecipazione al primo V DAY di Grillo!
Poi ci sono le serate in quel cazzo di posto sinistroide, piccolo, minuscolo, pieno di musica, alcool e noi. Noi ubriachi. Poi le occupazioni al liceo, le nottate passate a fare gli stronzi con chi dormiva.
Le serate passate a fare nulla in piazza, le varie scopate completamente inutili, il mio impuntarmi su quella dannata bionda e, dopo mesi, il successivo vanto davanti agli amici.
Le sgommate con una Y vecchia sui colli in mezzo a neve, pioggia e nebbia, la gita scolastica a Napoli, quando giocavamo a calcio saponato in camera…
e poi tante tante altre scene di quando ero uno stronzo che odiava il Mondo.
I ricordi ora smettono di arrivare e torno alla realtà, ad oggi. Rido.
Sono un ometto, come dice Lei, anzi, il suo ometto.
E rido ancora, rido si, perché cazzo, sono diventato esattamente quello che una volta odiavo. E ne sono felice.
Ma lo sapevate che in epoca fascista Louis Armstrong veniva chiamato “Luigi Braccioforte” e Benny Goodman “Beniamino Buonomo”?
E questo perché? per CENSURA.
Povera Italia…